giovedì 10 dicembre 2009

UPGRADE


Ma secondo voi, cambiando le appendici da nere che erano a bianche, riuscirò ad andare più forte? Forse no, ma guardandole sia da lontano che da vicino penserò due cose: che son molto chic e che è ora di lavare la bici

IMMAGINI DAL CROSS DI MAGIONE





mercoledì 2 dicembre 2009

PICCOLA GALLERY DA "PARCO RANIERI"




UNA VOLTA ERA UN GIORNALE SERIO


Se passate in edicola, o meglio ancora, se andate da Matteo e invece di comprargli qualche colnago vi mette lì coi gomiti sul bancone a leggere a scrocco potrete constatare come me che MTB magazine non è più la testata preferita dei bikers.
Un giornale di tutto rispetto che nell'articolo dedicato alla Val di Fassa Bike ritrae il Tassino che si rifocilla non è un giornale serio. Non è giusto che lui, che si fa una gara all'anno finisce subito in una gigantografia e io che non mi ricordo neppure più cosa vuol dire starsene a casa la domenica neppure un trafiletto mi merito.
Chi legge tra le righe coglierà l'ironia e quando mi danno modo di chiecchierare io ci vado a nozze.

DOVE PASSO IO NON CRESCE PIU' L'ERBA


In tre giorni son riuscita a far più danni io che Alessio (Polcri) quando fa il ciclocross. Non me ne vorrà Alessio ma è un dato di fatto che non gline va una dritta.
Tornando a me, domenica nel solito smonta e rimonta sella e reggisella visto che io e roberto ce lo scambiamo, ci sono andata un pò pesante con lo stringere il collarino. E questo carbonio è proprio di burro. Risultato? Cannotto criccato. Oggi mi è esplosa una camera d'aria ad un metro dall'orecchio e "maronna che busso". Non è divertente. Mio fratello dice sempre che devo gonfiarla bene per far uscire uniformemente tutta la gomma, e poi subito dopo sgonfiarla. Forse ho esagerato. Risultato: camera ovviamente tutta "sbrincelata" come si dicono i perugini, in più pure la gomma, stallonandosi è diventata tutta parcia. Tanto volevo cambiarla!
Confermo dunque le mie doti altamente specializzate nella manutenzione del mezzo. Se volete esser certi dell'affidabilità dei vari componenti, datemeli tra le mani: se sopravvivono anche mezza giornata sono sicuri pure nelle mani di un orso grizzly.

lunedì 30 novembre 2009

SUPERPOTERI


Ieri, mentre mi dedicavo al solito passatempo domenicale, quello di girare in tondo, un simpatico possessore di Porche ha scelto con tutto lo spazio che c'era di parcheggiare proprio vicino al mio unico mezzo di trasporto a motore. Vicino, ma parecchio vicino. Quando il l'emerito possessore di codesta inutile vettura si è presentato lì innanzi mi ha confessato di essersi reso conto di averla messa vicino, certo non così tanto da risultare impossibile infilarci un foglio di carta velina. Ma a me non è che importa molto, del resto l'ho ripresa dal carroziere il mese scorso.


Comunque la mia non si è fatta nulla, casomai la sua che due strisciatine nere le aveva...forse era lo zozzo...visto che l'unica volta che l'auto viene lavata è quando finisce dal carroziere!

domenica 29 novembre 2009

ABBIAMO FATTO TRIS

Il parco Ranieri di Umbertide riprende vita e colore in questi ultimi sprazzi di autunno. Ad affollare il bellissimo spazio verde umbro, in questa domenica di fine novembre, c'era una folla di appassionati del ciclismo, amanti di ciclocross in particolare, disciplina invernale che da tre anni a questa parte è ritornata ad occupare un posto di rilievo nel cuore degli atleti del centro Italia. Si svolgeva infatti, sotto l'accurata organizzazione del team tifernate Bikeland2003, la terza prova del circuito regionale "Umbria Top Cross". Il "Primo Trofeo Parco Ranieri" ha registrato un'ottima affluenza di pubblico e non era da meno la levatura dei partecipanti: per l'occasione era presente il team Guerciotti e Selle Italia Esercito.

Il percorso, interamente ricavato all'interno della pineta, presentava curve e contro curve, strappi ripidi con pendenze alquanto aspre, ostacoli artificiali e discese tecniche. Il tutto per un totale di circa 2 chilometri e mezzo da ripetersi più volte a seconda delle categorie d'appartenenza. La pioggia dei giorni precedenti ha reso il fondo viscido in alcuni punti senza creare però troppi problemi dal punto di vista meccanico: pochissime le forature e fortunatamente nessun alteta ha corso rischi.

La prima fascia in partenza ha visto il trionfo assoluto di Leonardo Caracciolo (Centro Bici e Moto). Il giovanissimo atleta, che in Umbria pare non abbia rivali, ha condotto una gara pressochè perfetta e continua dunque a vestire la maglia di leader della propria categoria. Non si smentisce neppure Paolo Sebastiani (Bikeland2003), che con il bel primo posto di oggi resta il capoclassifica nella categoria Master4. La squadra organizzatrice colleziona un ulteriore risultato con la prima piazza di Romina Perugini (Bikeland2003) che grazie al risultato odierno veste la maglia rossa di leader tra le donne.

La seconda fascia di partenti è indiscutibilmente dominata dall'atleta di Frosinone Marco Cellini, conosciuto per le sue spiccate doti nell'ambito della mountain bike, dopo solo tre gare nella specialità del cross, ha dimostrato una classe senza eguali.

La medaglia d'argento se l'aggiudica l'atleta di casa Matteo Donati (Bikeland2003), protagonista di un emozionante testa a testa con Vega Burzi (TeamScottPasquini) per la prima metà di gara. Durante le ultime tornate il crossista altotiberino ha aperto il gas e tagliato il traguardo con un bel margine di vantaggio, a sigillo del fantastico podio conquistato domenica scorsa in quel di Modena, a pochi secondi da Massimo Folcarelli. Con questo bel risultato il team Bikeland fa tris visto che anche Donati conquista la maglia di leader di categoria.

Dopo anni e anni di assenza il ciclismo torna dunque a colorare Umbertide e soprattutto a valorizzarne i bellissimi spazi verdi, di cui la città può andar giustamente fiera. Con il bel successo odierno ci auguriamo di ripeterci negli anni a venire, ringraziando inoltre il comune per la disponibiltà concessa e l'organizzazione Bikeland2003 per la riuscita della manifestazione.

venerdì 27 novembre 2009

...QUANDO DICE MERDA!!!


In questi giorni, abbastanza frenetici visto che direttamente di ritorno da Modena ci siamo messi ad organizzare la gara di Umbertide pensando poi che presto dovremo tornare in campo per mettere mano a quella di Castello, è capitata una cosa che un pò come quando casca la busta del riso per terra ed è incontenibile, ha seminato tristezza in tutti noi. Per lo meno posso parlare per me e per Mauro visto che l'abbiamo vissuta proprio a ridosso del bel week-end di gara fuori casa. Cozzari, con noi da pochi mesi, in una maniera che non riusciamo neppure a spiegarci, si è strappato i gemelli della gamba destra proprio mentre ci allenavamo tutti insieme in quel di Umbertide. Scendendo per passare il ponticello ha sentito una botta sorda e poi un gran dolore. La gamba si è gonfiata in un attimo e da lì non posso neppure immaginare il suo stato d'animo. Maurone in quell'attimo l'ho visto trasformarsi: su quell'espressione rilassata che ha lui, sempre sorridente pure se gli casca addosso il mondo, ho visto calarsi un manto scuro. Probabilmente avendo più esperienza aveva già capito tutto. Io ho pensato che forse con un paio di giorni sarebbe potuto tornare abile, visto che in vita mia ho subito un paio di volte una contrattura. Poi il responso del pronto soccorso, entrambi i gemelli strappati, a rischio intervento chirurgico.


E lì ti rendi conto quanto in un organico come una squadra di 100 tesserati, possa contare anche una sola unità. L'idea di Umbertide era un tutt'uno con Cozzari. Una delle sue prime gare la fece proprio lì nel parco, poi spesso ci si allena e non vi sto neanche a dire quanto tempo con Vigna abbiamo trascorso a pianificare il tutto. Il ciclismo come lo intendiamo noi, che ci dedichiamo al fuori strada, se vogliamo è da intendersi come uno sport alquanto individuale, quindi il discorso di team a volte è relativo. Succede per fortuna, che al di fuori della competizione, scopri l'importanza della condivisione: che si tratti di felicità, come di tristezza. Nei mesi scorsi in cui non stavo bene, il 90% del morale lo devo a Mauro e poi il divertimento della trasferta a Modena, oltre al massacro sul campo gara, va imputato a Mauro e Mauro. Che Vigna è un burlone si sà, ma anche Cozzari ci mette del suo. Potrebbe essere un degno erede del nostro tutto-fare.
E poi non dimenticherò mai quella mattina che alla marathon bike del trasimeno dello scorso anno, il nostro folletto come ormai è stato soprannominato, mi è stato accanto per tutta la gara, indicandomi le traiettorie in discesa, tirandomi in pianura e offrendomi pure una fiala di caffeina sul finire. Per l'impegno che ci ha messo avrei dovuto vincere. In realtà arrivai solo terza e ricordo che ero felice comunque per la qualità dell'esperienza e se un pizzico di amarezza dentro lo covavo era più per averlo deluso che altro.
Insomma, c'è poco da fare o da dire, questa stagione Cozzarino è finita nel water nel modo più incomprensibile del mondo, e domenica ad Umbertide cercheremo di fare del nostro meglio anche se un pezzettino del puzzle mancherà comunque! Dal prossimo anno intitoleremo questa gara "Primo Memorial Polpaccio di Maurino".

STIAMO LAVORANDO PER VOI...ma non ve lo rinfacciamo!


Il team sta lavorando per voi e il team ci tiene a sottolineare che non si incazza come una biscia quando dopo tre settimane di caldo primaverile e assenza di piogge, si sveglia la mattina indicata per andare a fettucciare il tracciato e vede che fuori scroscia! Per "scroscia" intendo: piove!
Ma noi del team manteniamo il sangue freddo, o meglio, io lo mantengo visto che mentre carico l'auto con bombolette, zappa e impermeabile, già so che chi si farà il fondoschiena a quadretti sarà la mia dolce metà poichè per quanto concerne le cose manuali nel mio rapporto di coppia (...e accidenti a me che ho usato il termine "manuali") vige il regolamento "armiamoci e partite". Così povero Francesco che tutta la mattina ha aiutato Mauro a stendere fettucce, a piantare paletti e a togliere radici. Io qualcosa ho fatto: ho portato il mio ragazzo ad aiutare...anche perchè folla non ce n'era nel bosco, tranne uno che girava in tondo e momenti chiama la forestale. Poi ho indicato a Francesco le buche da ricoprire, quelle da fare per far cascare le avversarie, gli tenevo i rametti da potare e in più tenevo la mazza...chissà perchè a me hanno dato il compito di tenere la mazza! Il problema del guardare quelli che fanno qualcosa è duplice: ti prende un freddo della madonna alle mani e ai piedi e non capisci per quale motivo gli altri due che lavorano non siano in pena come te che senti freddo. Ma il dilemma si risolve da solo. Aggiungo per l'ennesima volta che il percorso è un capolavoro ma che se non smette di piovere e non asciuga un pochetto si rischia di piantarsi come un chiodo a qualche tronco di quercia. Non è questa una gara alla "passo, passo", tecnica molto usata da alcuni crossisti che si sentono veri campioni e che al gesto verbale aggiungono il gomito fuori traiettoria. Avviso che ad Umbertide il reparto ortopedia non è il massimo e che sarà utile che ognuno stia sul proprio!
PEr non farvi mancare nulla, ieri io e Mauro siamo pure finiti in tv come al nostro solito. C'è gente che fa carte false per un minuto davanti alle telecamere. Io e Mauro eravamo furiosi e nervosi, ma non dicevamo niente, perchè tutti e due avevamo fatto la bocca ad uscire in bici e invece questi di trg ci danno l'appuntamento proprio sul più bello. Per aggiungere bile alla bile, mentre sono in auto per raggiungere l'emittente, trovo per strada una fila pazzesca. Sapete chi la stava causando? Matteo Donati che si stava allenando dietro motore: Sergio in testa col pandino e dietro il capitano. I colpi erano tutti i suoi!

mercoledì 25 novembre 2009

SPOT PER UMBERTIDE

Ormai siamo in dirittura d'arrivo. Domenica Umbertide acquisterà un pò di vita grazie al nostro team. La gara sarà veramente una lotta al massacro, non c'è un momento per rifiatare e se anche ci fosse non ve lo direi visto che il mio intento è totalmente promozionale. Non oltre ad organizzare non facciamo molto, lo spettacolo è rappresentato dal parco che già da solo è una garanzia come potete ben vedere dalle immagini. E intendiamoci, questi sono giusto un paio di scatti. Tenete conto che i passaggi decisivi della gara non saranno mai svelati, come neanche dove ho ubicato le trappole ricoperte con tappeti di foglie secche, trucco gentilmente concesso dal manuale delle giovani marmotte!



TRASFERA A MODENA: giorno 2...scusate il ritardo!



La notte è filata liscia, senza incubi e senza nessun Mauro che in versione notturna facesse qualche agguato alla mia singola con letto matrimoniale. A far colazione giù in sala oltre a noi tre ciclisti scalcagnati ci sono ciurme di allievi e juniores che mangiano neanche fossero usciti da auschwitz un'ora prima. La colazione in albergo come di consuetudine mi ricorda un pò la stessa cosa che succede quando vai a fare le analisi del sangue: uno deve "magnà" per forza. Magari trovi gente che nella propria vita non fa colazione neppure a pagarla, però quel giorno si spazzola mezzo pranzo matrimoniale solo perchè gli hanno tolto una minuscola boccetta di sangue. In albergo uguale, c'è il buffet, la colazione è compresa e allora devi magnà come uno sfondo.
Io non ho di questi crucci visto che se mangio pesante o meno poco importa visto che correrò alle 13.15 del giorno e non alle nove e mezza come i miei compari. A me in realtà spetta la pasta al forno piuttosto che la brioche. Ma dato che non sono l'ultima arrivata mi premunisco e nascondo nelle tasche cinque biscotti e una marmellatina per il pre-gara.
Maurino ancora ci rinfaccia la passeggiata serale che gli ha sgonfiato le gambe. Per natale gli regaliamo i tip-top. Maurone parla solo di montare il gazebo, fare la cacca e più che altro è in ansia per Matteo. In effetti Vigna è così dedito all'altrui persona che si emoziona per gli altri, egli ha l'ansia da prestazione, ma non della sua. Forse perchè riguardo alla sua ha solo certezze. Il capitano, accompagnato da una fidanzata che definire paziente sarebbe irrisorio, è in fase di raccoglimento e quindi di poche parole, ma che in generale sia un chiacchierone non possiamo dirlo. Si attendono ancora notizie della coppia presidenziale Antonello e Francesca che devono raggiungerci dopo una nottata di follie trascorsa nei pressi di Cesena.
Il campo gara brulica di facce note e meno note, del resto siamo sempre quelli. Di una cosa mi stupisco: qua le donne sono ancora più triste che da noi. Un paio di ragazzine ma con due cosce che pesano quanto me tutta intera mi si avventano "Ehi, ma tu quanti anni hai? Sei in categoria con noi? Corri con noi?". Vi giuro che sembravano due bulle e ho quasi avuto paura. Ho abbassato la testa e ho risposto che no, correvo più tardi. Comincio a pensare che era meglio restare a casa.
Tra una cosa e un'altra finalmente i miei uomini prendono il via e udite udite la coppia presidenziale giunge presso di noi senza intoppi. Lo start è da incorniciare: Matteo vola. Folcarelli beh, lui ha i razzi a propulsione ionica dietro la schiena e va e fa gara per conto suo. Supervigna, nonostante il suo pessimismo pre-gara, è come un disel, sempre una garanzia! Il Cozzarino inceve è vittima di un agguato alla sua persona. Dimostrando a tutti noi che la Salvina ha ragione, teniamoci i giudici umbri che poi pure quelli nazionali qualche birichinata la combinano. Il giudiche che tiene la fettuccia, al via, sollevandola, la infila nell'occhio di MAurino, intralciandolo, facnedolo cascare e costringendolo a far risalire la catena e rincorrere gli avversari. A volte l'assassinio dovrebbe esser legalizzato. Mentre la gara va avanti ai box, a custodire miliardi in biciclette ci siamo io, Chiara e Francesca che tutto facciamo tranne che pensare alla gara altrui. Parliamo di come son vestiti gli atleti, dei colori delle divise, di lavoro, di scarpe, di locali e prendiamo in giro Antonello che pare un centometrista scattando da un lato all'altro del tracciato per incitare Matteo. Il capitano arriva secondo assoluto sotto gli occhi del ct Scotti. Mauro è terzo e fa le chiappe a strisce pure ad alcuni della categoria inferiore. Cozzari arriva sesto nonostante la bega iniziale e non uccide neppure un giudice: la considero una vittoria. Bene, ora bisogna solo aspettare altre tre ore e anche più, prima che la sottoscritta faccia la sua gara. Ma il tempo a volte vola anche se in realtà domenica scorsa non è volato, anzi non passava un attimo, solo che ormai son passati tre giorni e per fortuna un pò di quel nervoso l'ho dimenticato e allora arrivo subito al dunque. I due Mauri mi mettono a punto la bici, la cui manutenzione, grazie alle mie avanzate doti di meccanico, è sempre al top. E via in griglia tra le elite che manco ti guardano ( e fanno bene perchè già c'hanno da fare tra di loro...).
Quelle più piccole invece si guardano tra di loro e momenti si caverebbero gli occhi a vicenda tanto che se diamo loro un coltello per una bisogna chiamare direttamente le pompe funebri. Io cerco di stemperare i toni con le mie colleghe, molte delle quali conosco o di persona perchè mi hanno fatto penare in altre gare e non me le scordo, o per fama, il che significa che andrà come nel primo caso. Insomma mi par d'essere dal dentista: prima caviamo sto dente e prima finisce l'agonia. Partenza. Vado e vado bene. Mantengo la quinta posizione per quasi tutta la gara, tenendo dietro due della stessa squadra che nei drittoni mi fanno un pò penare perchè si tirano a vicenda. Mi convinco che forse son pure più stanche di me. In realtà poi, all'ultimo giro, la quarta, sempre della stessa squadra, si fa raggiungere da me, seguita dalla sua collega che riesce a portarsi alla ruota e mi frega la quinta posizione. Ce la metto tutta, ma ormai la parte fessa l'ho fatta e ci rimango come una cogliona. Oltre a questo son soddisfatta visto che idiozie nell'interpretare il percorso non le ho commesse, con un filo di salita in più potevo far ancora meglio.
Il resto è una doccia con mauro al di là della porta che mi aspetta guardando linea verde. Poi si va a vedere i professionisti che corrono, ma quelli non son normali, paiono macchine e via verso casa.

lunedì 23 novembre 2009

TRASFERTA A MODENA: GIORNO 1

Tre giorni fa mi manda un messaggio Mauro "Sappi che ho appena prenotato una singola per te a Modena". Ora, per qualcuno che cade dalle nuvole un attimo ci pone mente e si domanda cosa diavolo deve andarci a fare a Modena se tanto l'aceto balsamico lo vendono pure alla coop, i tortellini te li fa la nonna e ti dice che buoni come i suoi non ne esistono e il gnocco fritto...beh...meglio che non lo mangi se non vuoi che il fegato si impossessi della tua anima mentre sei col cuore a 180. Ecco che facendo due più due ho compreso al volo che l'allettante proposta di mauro era un invito per la seconda tappa del giro d'italia cross. Di solito per convincermi insiste circa un'oretta. Ma la voglia di andare in bici, di stare in compagnia e vedere un pò di mondo è tanta e allora gli ho detto sì dopo un minuto.

Dopo aver inserito non so quanti migliaia di euro in biciclette dentro il furgone, mi ritrovo tra due fuochi...anzi, tra due mauri, seduta e in balia di un pilota, Vigna ed un navigatore, Cozzari, che insieme non fan per uno. E menomale che noi donne per le strade siamo negate. Fortuna che chiamo il mio gps umano, Permaz. Di solito non sbaglia mai, eppure per la prima volta ci indica la via errata. Uscita dell'autostrada leggermente anticipata. Ma i miei due uomini hanno una memoria visiva pazzesca e nonostante abbiano fatto questa gara per tre anni di seguito, riescono ad incartarsi in maniera strepitosa. Dopo aver domandato indicazioni pure ai non vedenti col cane guida, quasi per magia, ma più per questioni di probabilità, siamo finiti tra le strisce del parcheggio dell'hotel. Segue discreto pranzo nell'unico ristorante aperto in zona... diciamo che questi modenesi non sanno sfruttare le occasioni sportive e che i padroni de "Il veliero" ringraziano. SuperVigna si fa una fetta di gorgonzola superlativa e Cozzari, il satellite umano, una bella pizza. Io vado a verdure lesse poichè ricordo bene come se fosse ieri i rinfacci che il pranzo di pesce che feci a Lido degli Estensi lo scorso marzo, mi si riproponevano mentre MAuro faceva delle tirate assurde ai 33 km/h costanti. Ottima la mia idea dato che poi, durante la perlustrazione del tracciato, la pizza di maurino non sapeva se andare in su o in giù.

Il parco Enzo Ferrari è enorme, premetto però che il mio giudizio vale ben poco poichè la mia cultura in merito si restringe a quello dell'Ansa del Tevere di Castello. Però vi assicuro che il tracciato è indubbiamente ben studiato e se anche fosse il contrario non lo ammetterei visto che mi son fatta più di tre ore di macchina per arrivarci. E per prender una sonora legnata da cicliste di tutta italia. Che tra l'altro già iniziano a "pararmi" il giorno prima. Una vecchia conoscenza mi domanda subito quante gare ho fatto, come va là in umbria...cose così. Io sto sul vago e poi in umbria va tutto alla grande, è domani che ci sarà poco da ridere. Soprattuto perchè ancora, alle undici di sera, non ho capito se correrò con gli amatori alle 9.30 o alle 13.15 con le elite e compagnia cantante. Mentre proviamo il tracciato scorgiamo pure l'idolo delle folle in borghese, Riccò, col bambino in braccio che osserva la compagna Vania Rossi mentre curva dopo curva studia il modo migliore per doppiarmi il più velocemente possibile. Visto che è neo-mamma cercherò di non farla faticare troppo.


Ovviamente, finito il blando allenamento, la cosa più ardua è ritrovare l'albergo, che del resto è neanche a quattrocento metri dal parco. I miei cavalieri confermano le loro qualità orientative e un paio di traverse le sbagliano. Di nuovo la fortuna ci assiste e l'albergo appare là davanti, come un oasi nel deserto. Doccia e giro in centro. Si cammina circa un chilometro per giungere alla piazza principale, dove si staglia la torre Ghirlandina. L'unica cosa che mi sento di dirvi è che è altissima: 90 metri. PEr il resto posso dire ben poco visto che è completamente avvolta da un enorme preservativo dato che la stanno restaurando. Gira voce che il condom lo abbiano chiesto in prestito a Maurone che ci tiene a precisare "Restituitemelo in fretta che non li fanno più su misura". E per coloro che intendono gli sportivi come delle masse di muscoli senza cervello sappiate che siamo pure entrati all'interno del duomo e abbiamo fatto considerazioni e apprezzamenti sullo stile romanico della chiesa, ma che i due leoni che sovrastano l'ingresso principale fanno pensare ad una più tarda opera dei maestri Campionesi. Oddio, fino al romanico c'eravamo, il resto lo sto copiando dalla guida che ho trovato nella stanza d'albergo. Guida della città che spero mi torni utile domattina quale coadiuvante post-colazione per consegna pacchi. Il buon ciclista che ama la lettura avrà ben compreso cosa intendo, per i meno avvezzi sintetizzo riferendomi alla seduta mattutina sulla poltrona in porcellana.

Terminati gli excursus culturali, consumato l'aperitivo, torniamo a dar commercio al ristoratore più vispo di modena, che non a caso ha una parlata indiscutibilmente partenopea. E infine ognuno nella propria cameretta. Maurone tenta un approccio, ma il letto è troppo piccolo e si accontenta del bacino della buonanotte. Il suo vero incubo è rappresentato da Cozzari, che con un lapsus molto freudiano ha voluto dimenticasse il pigiama a casa. E parole sue "Io la notte soffro molto il freddo". Ora tenterò di chiudere gli occhi ma l'immagine di due mauri che si scaldano a vicenda col calore dei propri corpi non sarà di grande aiuto. Per addormentarmi meglio accenderò la tv e speriamo ci pensi la De Filippi che spedisce la posta il sabato sera. Ancor peggio: Mauro+Mauro+DeFilippi, un incubo con protagonista un'orgia di tre uomini. A domani se sopravvivo.